Matrix
Questa settimana ho dovuto scegliere. Di fronte la pillola rossa e la pillola blu.
La pillola blu, per tornare alla vita ordinaria, quella di tutti i giorni, quella che fanno tutti, la scelta più facile. La scelta più allettante, quella della vita comoda, con tanti soldi, con una carriera certa, l'ammirazione e l'invidia degli amici, la soddisfazione e la stima dei genitori. I soldi che si mettono da parte per la casa, la macchina, le vacanze e per togliersi qualche sfizio. I soldi, quelli che restano, per sentirsi a posto con la coscienza: qualche offerta e qualche piccolo sacrificio che non vada però ad intaccare la propria posizione, perchè non si può aiutare gli altri se non ci si appoggia su una base economicamente più che solida. Il lavoro è quindi ciò che serve per garantirsi un futuro, non importa qual è lo scopo di ciò si fa, l'importante è che piaccia, che lo si faccia bene, e che venga ricompensato. Bisogna pensare prima a se stessi perchè fanno tutti così, e se non penso io a me stesso, chi ci pensa?
La pillola rossa, per prendersi il rischio di lasciare il sentiero sicuro, per dirigersi verso l'ignoto. Mettersi in gioco completamente, donare la propria vita per come la si conosce e la si è vissuta fino a quel momento. Rifiutare qualcosa di certo per qualcosa di incerto, per seguire un percorso che pare intricato, duro, difficile, per seguire un sogno e credere che la vita non può essere solo così ma che c'è dell'altro. E' una scommessa, una pazzia che può risultare in un fallimento e portarti da nessuna parte. Ma è donando la vita che ci si avvicina alla verità, una verità che può far male e far soffrire ma che dona pace e serenità. Il lavoro è la propria vita, il lavoro e la propria vita sono una cosa sola. Vivere per lavorare e lavorare per vivere si fondono in un unico significato. Il lavoro non solo nobilita l'uomo ma lo realizza come persona.
Ho scelto la pillola rossa perchè credo ancora ai sogni. Inizia l'avventura.